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Ciro&Ciro, non è un addio….è un arrivederci…

Alla società, a tutti i miei colleghi, allenatori, tifosi, amici e ad ogni napoletano posso solo dire una parola: Grazie!

“Cari napoletani sapevo che questo giorno alla fine sarebbe arrivato, ma non ho mai saputo quanto sarebbe stato difficile per me. Salutare questa città che mi ha adottato, amato e sostenuto nei momenti difficili e meravigliosi. I record e i gol saranno nei libri ma le persone e la città rimaranno per sempre nel mio cuore. Sono molto orgoglioso che mio figlio Ciro sia nato a Napoli e quando andrà in giro per il mondo sarà sempre un napoletano. Io non sono nato a qui come lui, ma per 9 anni Napoli e stata la terra mia e sappiamo tutti che la città è diventata parte del mio sangue, per questo ho deciso di tenere la mia casa sul Golfo così posso ritornare il più possibile. Alla società, a tutti i miei colleghi, allenatori, tifosi, amici e ad ogni napoletano posso solo dire una parola: Grazie! La mia partenza non è andata come ho voluto io, ma per me non è un addio ma è solo un arrivederci. Napoli, ma quanto ci siamo divertiti…”.

Ogni commento è superfluo, anzi disturba, perché queste parole cercate nell’intimo entrano dentro e fanno male. Ed è rimasto in ogni napoletano anche non tifoso, quell’io “fanciullino” di pascoliana memoria, la speranza di vedere ADL comparire con la sorpresa di Dries che toglie la maschera. Sarebbe stato forse di dubbio gusto in un mondo di business, ma quale napoletano non ci ha sperato fino all’ultimo momento?. Dries, uno di noi…ci vediamo

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