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Castel di Sangro, Spalletti chiede ritmi altissimi

Quasi a conclusione della seduta, Spalletti ha invitato Osimhen ad uscire dal campo per proteste plateali

Prosegue il lavoro degli azzurri a Castel di Sangro anche se l’alta temperatura non dà tregua. Ma neanche Spalletti dà tregua al gruppo al quale chiede ritmi altissimi.  Spalletti attende Kim, magari già domani, ma intanto prepara il debutto in campionato con il gruppo a disposizione. Spalletti deve armonizzare la squadra che possa esser pronta ad  inserire i possibili nuovi arrivi con prudenza. Il rischio maggiore in una squadra che rinnova un ciclo è proprio quello di buttare nella mischia chi ancora non si è ambientato, e quest’anno si aggiunge anche il problema della lingua. Osimhen non ha imparato ad esprimersi in italiano; Lozano si arrampica; Kvara, Olivera, Kim dovranno trovare un modo di comunicare. E per Kim, che non si esprime in inglese, è già pronto un interprete per avvicinare il terzino a Spalletti e ai compagni.

Ieri, secondo giorno di preparazione con partitella a campo ridotto. Kvaratskhelia e Osimhen affinano l’intesa; successivamente squadre divise in due blocchi e in campo solo difensori e registi. Da una parte Di Lorenzo, Rrahmani, Costanzo, Mario Rui e Diego Demme. Dall’altra parte Zanoli, Ostigard, Juan Jesus, Olivera e Lobotka. Esercitazione di costruzione dal basso e di pressione. Spalletti è poi passato ad esercitazioni sull’attacco alla linea del fuorigioco da parte di un attaccante. La difesa arretra mantenendo la linea seguendo le indicazioni che arrivano da Luciano Spalletti. Quasi a conclusione della seduta, Spalletti ha invitato Osimhen ad uscire dal campo per proteste troppo reiterate.

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