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Cambio format: la Lega Serie A ha redatto uno studio, di cui Calcio e Finanza è venuta in possesso

La Lega Serie A ha preso in esame quattro possibili scenari, dal mantenimento del format attuale a 20 squadre fino a un campionato a 16 club.

La Serie A è al lavoro per valutare un possibile cambio di format nel futuro. Nelle ultime assemblee di Lega il tema è stato di grande attualità, anche se al momento sembrano essere pochi i club favorevoli alla riduzione del numero delle squadre e all’eventuale introduzione di playoff e playout.

A proposito dei nuovi scenari, la Lega Serie A ha redatto uno studio, di cui Calcio e Finanza è venuta in possesso, che contiene le «prime riflessioni su possibili format alternativi per il campionato di Serie A», si legge nell’intestazione.

Il documento, predisposto dal Team di Lavoro Lega Calcio Serie A, contiene in particolare:

Un approfondimento del contesto di riferimento per analizzare i cambiamenti di format delle competizioni internazionali e per valutare i principali punti di attenzione per la Serie A derivanti dalle modifiche apportate/attese;

Un’analisi di benchmarking per studiare i format adottati nel corso degli anni dalle top leghe europee e mondiali per valutare le differenze rispetto alla Serie A;

La ricognizione di possibili scenari ipotizzabili nell’ipotesi di cambiamento di format della Serie A analizzando i punti di attenzione e i possibili benefici per i club.

Particolarmente interessante l’ultimo punto, che ha portato la Lega Serie A a ragionare su quattro possibili scenari, dal mantenimento del format attuale a 20 squadre fino a un campionato a 16 club. Per ognuna delle opzioni sono stati indicati punti di attenzione e potenziali benefici.

Partendo dal format attuale, tra i punti critici è stata considerata l’elevata complessità nella pianificazione del calendario.     Non solo, sul tavolo anche la riduzione dell’attrattività rispetto a competizioni internazionali ed eterogeneità nel livello qualitativo delle rose dei club.

Dal punto di vista dei benefici, invece, sono stati considerati l’effetto del maggior numero di partite sui flussi di ricavo (ticketing, merchandising, ecc…) e l’aumento della spettacolarità dovuto a un maggior numero di partite tra top team e squadre minori.

Per quanto riguarda il format a 18 squadre con playout tra la penultima di A e la seconda di B e playoff tra le top 4, tra i punti di attenzione sono stati annotati la riduzione dell’offerta e l’effetto sui flussi di ricavo a causa del minor numero di partite da disputare per le squadre.

Tra gli effetti positivi, invece, una maggiore flessibilità nella pianificazione del calendario e aumento dell’attrattività rispetto alle competizioni internazionali. Gli stessi ragionamenti sono stati considerati validi per il format a 18 squadre, ma con i soli playout e senza playoff.

Infine, il format a 16 squadre, che tra le criticità riporta anche in questo caso la riduzione dell’offerta con l’eliminazione di otto partite di campionato per ciascuna società e la necessità di innovare l’offerta per gestire gli effetti sui flussi di ricavo.

Al contrario, tra i possibili effetti benefici sono riportati una completa flessibilità nella pianificazione del calendario e un aumento di omogeneità nel livello qualitativo delle rose.

Il documento definisce infine una roadmap per arrivare all’introduzione di un eventuale nuovo format. La definizione delle novità dovrebbe avvenire entro il 20 agosto 2021, con il 2021/22 come ultima stagione con il format attuale e una fase di “transition” nel 2022/23 e 2023/24 per arrivare alla “nuova” Serie A nel 2024/25. (Fonte Calcio e Finanza)

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