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Calciatori e anche allenatori sul piede di guerra

Dopo i calciatori anche l associazioni allenatori esprime stupore e delusione per le decisioni della FIGC

Non tutti hanno accolto con favore le decisioni del Consiglio Federale che sembrava aver risolto molti problemi con l’imperativo “tutti in campo”.  Le linee guida con regole e disposizioni anti covid,  non hanno considerato però i diritti ( economici) dei giocatori e allenatori – veri protagonisti – che scenderanno in campo. Gravina, di fronte a un possibile sciopero, ha dichiarato: “Sarebbe paradossale pensare a uno sciopero dei calciatori oggi che il Paese cerca di ripartire. Noi non abbiamo autorizzato i club a non pagare. Auspicavamo un accordo sui tagli tra le leghe e l’Assocalciatori, ma non c’è stato verso. Peraltro, resta l’obbligo di pagare tutti gli emolumenti a chi ha un contratto al minimo federale, le fasce più deboli sono tutelate».

I giocatori sono dunque sul piede di guerra, stupiti e delusi dopo che  la FIGC, come ha spiegato Calcio e Finanza,  ha autorizzato i club a iscriversi anche se non pagheranno gli stipendi di marzo e aprile, purché versino (entro il 31 agosto) quelli di maggio e aprano intanto un contenzioso sulle altre due mensilità, oggetto di un taglio concordato che non c’è mai stato.

E nella tarda serata di ieri è giunto anche il duro comunicato dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio presieduta da Renzo Ulivieri: “L’Associazione Italiana Allenatori di Calcio, consapevole dei propri fini e al contempo rispettosa del proprio ruolo di componente federale, si è sempre battuta per la sostenibilità del Calcio: condividendo ogni decisione assunta negli interessi del nostro movimento sportivo. In questo drammatico periodo del nostro Paese abbiamo più volte rivendicato la necessità del rispetto di tutti i lavoratori del comparto calcistico e soprattutto delle redditualità più basse. Siamo delusi e amareggiati per le Linee Guida approvate in sede di Consiglio Federale circa le regole per le iscrizioni ai campionati professionistici: norme che permetteranno ai Club di pagare, di fatto, un solo mese (netto) di stipendio da qui sino al termine delle competizioni agonistiche; regole che non abbiamo votato, assieme all’AIC. Per le iscrizioni ai campionati 2020-2021, infatti, se dovessero passare tali volontà, il controllo del puntuale pagamento degli stipendi netti di marzo, aprile e maggio 2020 si sposterà al mese di agosto, anziché a fine maggio; quello di giugno al lontano ottobre 2020. Molti Club, poi, sembrano non intenzionati a riconoscere le prestazioni svolte durante il lockdown dai nostri Allenatori e Preparatori nei mesi di marzo-aprile e gli eventuali contenziosi che ne nasceranno non saranno ostativi, secondo tali Linee Guida, per l’iscrizione ai prossimi campionati. Ciò in contrasto con ogni norma di buon senso, ragionevolezza ed equità. Una ripartenza ci potrà essere solo se ogni componente si farà rispettivamente carico delle esigenze dell’altra”.

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Giornalista.

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