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Coppa Italia

Atalanta: minuti di onnipotenza calcistica alternati a blackout

Il Napoli come l’Atalanta: dagli alti acuti a momenti di smarrimento

Il pareggio dell’Atalanta con il Torino sembra aver minato qualche certezza e Robin Gosenz ha parlato del problema a Sky Sport: “ La partita era quasi vinta e questo è un brutto segnale, non puoi permetterti di buttare via una partita così se vuoi andare in Champions. In Coppa Italia non siamo favoriti, non possiamo dirlo. La strada più corta per vincere qualcosa è quella di questo trofeo, siamo a un passo dalla finale e un giocatore gioca sempre per vincere i trofei. La Champions è più difficile, il campionato è molto lungo. Per questo dobbiamo crederci”. E in casa della Dea si fa strada anche qualche ripensamento sul Papu Gomez con una  domanda senza risposta: “Come sarebbe andata a finire col Papu Gomez in campo? O ancor meglio, quanto può pesare l’assenza dell’argentino in partite come quella contro il Torino?” Domande complicate e con tantissime risposte, anche se nel frattempo il folletto sudamericano già incanta Siviglia.

L’analisi delle 21 giornate del campionato dell’Atalanta è relativamente critica e il giornalista  Andrea Losapio su TMW scrive: “ Partite straordinarie e poi cali drastici. Minuti di onnipotenza calcistica alternati a blackout che sembrano più dettati dalla testa che non dalle gambe. L’Atalanta di Gian Piero Gasperini era alla prova d’appello. Dopo i fantastici mesi del post pandemia, dove era stato sfiorato lo Scudetto, questa era la stagione della definitiva consacrazione. E inizialmente era partita benissimo, con nove punti in tre partite contro Lazio, Cagliari e Torino, ma  nelle ultime gare, l’Atalanta fa fatica a esprimere gioco per novanta minuti. C’è meno qualità e probabilmente è stata sottovalutata la cessione di Gomez dopo i primi ottimi risultati. L’argentino, oltre a essere uno stupendo giocoliere, sviluppava il gioco prendendo il pallone sulla propria trequarti e facendo girare tutto il meccanismo. Qualche volta andava a segno ma quasi sempre era più importante per il secondo passaggio che per l’ultimo.

Ora la testa è concentrata sulla partita di mercoledì sera perché la finale di Coppa Italia è il vero obiettivo cui la squadra può ambire quest’anno. Il quarto posto per la zona Champions è alla loro portata ma soltanto ad aprile potranno valutare se esisterà ancora tale possibilità; infine,   la prossima partita degli ottavi di Champions li vedrà impegnati contro il Real Madrid non certo da favoriti. Il Napoli è l’obiettivo e tuttavia la Dea sa bene che troverà di fronte una squadra imprevedibile: chiusa a riccio o spregiudicata. Che faccia possesso palla o giochi di rimessa. Una squadra dagli alti acuti a momenti di smarrimento.

 

 

Giornalista.

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