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Aspettando Elmas e Zielinski: il Covid-19 e l’impatto col mondo dello Sport

La squadra è fortunatamente sfuggita quasi completamente al virus, dopo aver temuto l’esplosione di un focolaio post Genoa all’interno dello spogliatoio con la conseguente positività dei due centrocampisti

Elmas si trova attualmente in isolamento presso la sua abitazione, ma le sue condizioni sono stabili e si spera in una sua pronta guarigione, mentre La moglie di Zielinski ha dichiarato ieri che Zielu lentamente si sta riprendendo.

Abbiamo posto al Dottor Vitale Monte, Medico dello sport alcune domande finalizzate a capire quale possa essere l’impatto del Covid-19 su atleti super allenati come i calciatori professionisti e, soprattutto, in che tempi questi possono ritornare ad allenarsi. –  “Domande a cui non è facile rispondere, ho avuto sette casi di soggetti con Covid-19 che, a parte qualche sfumato sintomo da confondere con l’influenza, sono stati sempre bene se non benissimo, tra essi un allenatore di calcio e un titolare di centro fitness che si allena da sempre, ma anche un maestro di karate e la mia opinione è che a tampone negativo e a sintomatologia sfumata 15 giorni e si può essere in campo”. Di questo virus sappiamo poco. Cioè, qualcuno è asintomatico, qualcuno ne esce malconcio e qualcun altro muore, anche senza patologie pregresse. Come medico che idea si è fatto sul decorso relativo agli atleti?  “Gli atleti “super allenati” sono soggetti più vulnerabili, in generale, alcune ricerche lo hanno ben dimostrato con dati di laboratorio. Ma l’idea che mi sono fatto – che nasce dal confronto con numerosi colleghi di tutte le specialità – è che in nessun caso si hanno certezze: per la maggior parte è veramente poco più di una influenza e, in una percentuale dello 0,5%, è molto grave con morti e soggetti che finiscono in terapia intensiva. Ragionando, invece, su numeri più grandi, cioè milioni di persone, registriamo migliaia di morti, ma la stragrande maggioranza è over 65 e con pluripatologie (in primis obesi, diabetici e cardiopatici), senza considerare gli over 80 – 85 che, per natura, sono di per sé molto vulnerabili. Ad ogni modo, anche la genetica fa la sua parte, ovvero alcuni sistemi ci rendono più ricettivi o meno in grado di rispondere all’aggressione, ma anche la stessa reazione organica di difesa se è troppo violenta diventa controproducente. Da qui l’utilizzo di farmaci biologici, di anticorpi monoclonali e inibenti la cascata infiammatoria, i farmaci che impediscono l’ingresso del virus nelle nostre cellule grazie alle quali può replicarsi sembrano non efficaci, tipo l’idrossiclorochina, mentre un tipo di cortisone, il desametasone, è utile solo nei casi gravi altrimenti può risultare dannoso e l’eparina a basso peso molecolare è utile per impedire la formazione dei coaguli nei polmoni e l’instaurarsi di una polmonite interstiziale…ma poi si può morire anche per miocardite o per insufficienza cardiaca data da problemi cerebrali. Insomma, è evidente che non sai dove tirare la coperta”. Ritornando al Napoli, dobbiamo augurarci che Zielinski ed Elmas tornino presto negativi e raggiungano il gruppo. Per il momento, alcuni calciatori restano a lungo positivi (come Dybala questa estate o, attualmente, Ibrahimovic) – “Talvolta la positività la si ha non perché c’è ancora il virus nel cavo orofaringeo, ma semplicemente per la presenza di materiale virale, RNA, allora il “trucco” è fare dei lavaggi nasali e del faringe con irrigazioni e gargarismi a base di soluzione fisiologica o soluzioni ipertoniche, o con prodotti da nebulizzare in narice”.

 

Giornalista

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