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Arriva Juric, seguace del “coltello tra i denti”

Da un lato Juric, dall’altro Spalletti che si è presentato in punta di piedi, sorridente, positivo

I giocatori del Toro, a turno in questi giorni, hanno manifestato intenzioni bellicose fino alle dichiarazioni dell’agente di Mandragora, Luca De Simone che intervenuto a CalcioNapoli24,  ha detto “ i granata venderanno cara la pelle”.  “Juric riesce a trasmettere una forza mentale ai suoi calciatori che poi si riflette sul campo. Parlando con Mandragora, si percepisce la fatica dal punto di vista atletico negli allenamenti che sono tutti ad alta intensità.”

Più o meno sono le stesse considerazioni di giocatori e opinionisti sull’influenza di Luciano Spalletti che ha ottenuto risultati non prevedibili in un inizio campionato che nessuno si aspettava.

Da un lato –quello di Juricil solito attaccabrighe, quello che ai microfoni Sky, dopo il pareggio al Maradona il 23 maggio, tentò di insultare  Massimo Ugolini che chiese: ” Il suo Verona è apparso diverso rispetto a quello visto nelle ultime settimane. Quanto è stato difficile…”E senza poter finire la frase, lo show del signor Juric: “Subito una grande cagata, devi portare rispetto perché se tu non hai seguito le ultime partite del Verona, non puoi parlare così. Tu devi portare rispetto, hai capito! E devi vedere tutte le prestazioni che ha fatto il Verona. Non si fa così…”. “No, non devi finire proprio niente” …”non parlo con te perché devi portare rispetto, hai capito? Non ti faccio nemmeno finire la domanda, porta rispetto!”

Dall’altro lato – quello di Spalletti – che si è presentato in punta di piedi, sorridente, positivo. Un vero signore che ha capito le ragioni economiche del club, difendendo gli obiettivi possibili di una squadra che vale. Un allenatore che ha trasmesso la propria passione smentendo che i giocatori siano da motivare. “ A pallone giocano loro – disse Spalletti -;  io non motivo nessuno. Loro se vogliono si motivano, se no vanno a fare qualcosa di diverso. Sono loro che devono pensare alla loro professione. Gli si fa riconoscere il livello di professionalità che occupano. Quando si è professionisti si esibiscono delle qualità altrimenti non si è professionisti”.

C’è un mondo che divide questi due allenatori: il primo è un seguace del “coltello tra i denti” che “fiuta il pericolo”, l’altro,  l’allenatore del Napoli, che può giungere allo scudetto, alla zona Champions o non centrare un obiettivo, ma che trasmette la fiducia in se stessi. Che parla degli errori nel chiuso degli spogliatoi. Che discute con ADL nel chiuso di una stanza.

Giornalista.

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