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Allegri: ” Ci vuole pazienza e poca fretta”

Per sgonfiare la tensione, Allegri dichiara: “Dobbiamo migliorare e avere il desiderio, l’ambizione, la voglia di essere il migliore ma è più importante per loro”

Domani sera il big match tra Juventus e Milan si giocherà alle 20,45. Massimiliano Allegri in conferenza stampa ha detto “Dobbiamo crescere tutti insieme”. Si è poi soffermato sul valore del Milan e sui dubbi di formazione rispondendo a tutte le domande com’è riportato da “il Bianconero”:

MILAN – “Che gara mi aspetto? E’ sempre Juve-Milan, è una delle partite più importanti, se non la più importante. Va fatta una bella prestazione, abbiamo solo un punto in classifica. Bisogna dare seguito alla Champions, ormai il Milan da un anno e mezzo gioca molto bene. Ha acquisito autorevolezza, sicurezze, quasi tre anni che giocano assieme e hanno delle certezze importanti. Noi stiamo crescendo. Le ultime due settimane siamo un po’ tutti insieme, ci fa ben sperare la partita di domani, credo sia più importante per loro che per noi”.
DIFESA – “​Matematica. Uno più uno più tre. Ho tre dubbi: uno in difesa, uno a metà campo, uno in avanti. Domani deciderò dopo la rifinitura. Abbiamo 5 partite prima della sosta, l’importante è che tutti si sentano partecipi quando c’è da giocare e da entrare. C’è spazio per tutti. E tutti devono essere pronti ad aiutare i compagni”.
CHIESA – “E’ uno dei dubbi di formazione. Dove può rendere? A destra rende molto di più, davanti dovrebbe giocare con una punta, centralmente fatica a giocare. A sinistra ha qualità importanti per tiro in porta e uno contro uno. Sta crescendo e deve crescere nella lettura della partita, tempi di gioco, poi le qualità e la cattiveria sono sue e non gliele toglie nessuno”.
CARICA – “L’ho detto anche dopo Malmoe. Abbiamo iniziato il 14 luglio senza giocatori, il 3 agosto con i nazionali post Europeo, abbiamo giocato subito, poi i risultati non sono stati direttamente proporzionali alle prestazioni. Potevamo avere punti in più ma così non è stato. Non è che sono carico: quando dirigo un allenamento è sempre così. Dobbiamo crescere tutti insieme. Un’altra cosa che devo capire meglio: chi, quando viene in panchina, entra e rende o rende meno. Più avanti si va, più è facile per me. Conosco i giocatori. Stiamo lavorando bene. Domani bisogna fare una bella partita tecnica, sapendo che sono in grande fiducia, a Liverpool il Milan ha fatto una bella partita. E il Milan dopo sette anni dalla Champions, dimostra che hanno personalità. Ci vuole pazienza e poca fretta”.
IMPORTANZA – “Pressione differente? Ibra l’ho allenato, come tanti altri campioni e giocatori che ho allenato, è ancora molto importante. Domani è bella e importante perché è Juve-Milan. Più importante per loro che per noi. Il primo bilancio sarà alla sosta di novembre, con 12 partite di campionato e 4 di Champions, credo che lì saremo in una posizione diversa”.
FAVORITE – “E’ un campionato equilibrato, secondo me non c’è una squadra di valore assoluto. Fai presto a perdere punti, ma anche presto a recuperarli. Magari la preoccupazione è che si vada a -11 o si resti a 1 punto. Dobbiamo fare un percorso cercando di recuperare il terreno perso all’inizio. I campionati si vincono con le piccole. Vediamo domani cosa faremo, che risultato verrà fuori. Sicuro faremo una bella partita. Il calcio l’ha inventato il diavolo: domini le partite, poi magari pareggi o perdi. Basta vedere anche il Milan mercoledì. Si sono ritrovati poi in vantaggio. Le partite cambiano, non è che prima di Malmoe eravamo ubriachi e scarsi. Il Malmoe non è di primissimo livello, e noi non siamo diventati fenomeni. Dobbiamo migliorare e avere il desiderio, l’ambizione, la voglia di essere il migliore”. Più importante per loro   – “Perché? Vedete voi. Così è troppo facile”.
PSICOLOGO – “Più psicologo che allenatore? Devo fare l’allenatore perché la squadra va messa giù in campo. C’è da martellare sull’aspetto psicologico, per ottenere le cose non bisogna farle da 6, ma da 8 o da 9 e a volte non basta. La Juve deve giocare per vincere i campionati, non le partite. Le partite le vincono tutte, i campionati solo uno. Non sono due partite dove può succedere di tutto. La continuità alla fine verrà fuori. E alla fine vincerà la squadra che è stata migliore”.
CENTROCAMPO STORTO – “Questione di caratteristiche. Alla Juve è storto da sempre. I numeri piacciono a tutti: giochi 3-5-2 e sei asimmetrico. Chiesa e Cuadrado non sono Rabiot, che è più centrocampista. Così sei storto da una parte e devi dare supporto. Di là è sempre mancato un pezzo, prima Matuidi, poi Rabiot. Avevamo Mandzukic. Poi si può ovviare durante la partita”.
DE LIGT – “L’ho detto la prima conferenza: De Ligt ha 22 anni, è molto bravo, ma quando è arrivato alla Juventus, perché quando vivi l’entusiasmo e perdi lucidità. E’ stato pagato non so quanto e gli hanno detto “futuro Pallone d’Oro”. La maglia della Juve pesa, ci vuole calma. Deve migliorare. Chiellini a 20 anni era come De Ligt e forse peggio. Poi a 28 è diventato un giocatore serio. C’è un percorso normale. Per tutti. Nessuno nasce imparato. Poi c’è l’eccezione e fa parte di un’altra categoria. Ma ce n’è una. La normalità è un’altra. De Ligt è molto giovane, bravo, qualità importanti e per caratteristiche può rimanere tanti anni alla Juventus. Indipendentemente dal fatto che giochi una partita in più o in meno”.
CHIELLINI TITOLARE – “Dubbio tra i tre centrali. Una sorpresa piacevole è Daniele Rugani, ha un piglio diverso, è un giocatore affidabile. Questo non vuol dire che giocherà domani, ma domani uno sta fuori. O forse giochiamo a 3… Non vi piace? Allora non li metto”.
DIFESA A 3 – “Bonucci qualche volta dovrà star fuori, sennò sono 4 anni… Ogni tanto mi fa arrabbiare quando forza le giocate, ma è super affidabile, ha 500 partite nella Juventus, tantissime. Per un allenatore avere un giocatore così è molto importante”.
PERSONALITA’ – “Ho trovato una Juve con giocatori diversi. La cosa che dobbiamo fare è quella di non paragonare la Juve di ora con giocatori che hanno caratteristiche fisiche e caratteriali diverse. Questa ha una sua identità, dobbiamo migliorare tantissime cose sul piano della compattezza, tranquillità. Ma è solo una Juve diversa”.

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