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Alla scoperta di Marcell Jacobs, primo italiano a vincere una finale dei 100 metri (con buona pace di inglesi e americani)

Uno storico trionfo per il velocista azzurro e i sospetti poco sportivi derivanti dal mondo anglosassone

Ormai è assodato a livello planetario: Marcell Jacobs è l’uomo più veloce del mondo ed è italiano. La gara dei 100 metri, competizione regina dell’atletica, alle Olimpiadi di Tokyo ha consacrato questo ragazzone nato negli USA, ma italiano al 100%,  particolarmente timido e riservato. 

Nato il 26 settembre 1994 a El Paso, Texas, da madre italiana e padre militare della Caserma Ederle (Vicenza), Marcell, in virtù della sua stazza fisica  – ereditata proprio dal papà, con cui ha ristabilito i rapporti soltanto recentemente –  corre i 100 m in 9″95  e i 60 m in 6″47 (indoor – 2021).

E’ allenato da Paolo Camossi, ha iniziato la sua carriera con il salto in lungo, ama i tatuaggi, parla un inglese a dir poco elementare e vive attualmente a Roma con una compagna e due bambini (sebbene abbia anche un terzo figliolo nato da una precedente relazione).

I sospetti della stampa anglosassone

Il giorno dopo lo storico trionfo, però, Jacobs ha dovuto subire le ironie di alcuni media americani e inglesi (Washington Post e Times fra tutti) che hanno alimentato sospetti sulla sua vittoria. «Risultato scioccante» ottenuto da «atleta sconosciuto» sono le frasi prevalenti negli articoli e nei commenti, con miglioramenti così «improvvisi e immensi» da essere sospetti. Non solo, Marcell Jacobs dopo l’exploit a sorpresa è stato analizzato per filo e per segno da chi ha dubitato della sua performance. Una delle curiosità verte pure sulle scarpe utilizzate, quelle MaxFly della Nike chiodate di nuova tecnologia che gli avrebbero fatto guadagnare qualche centesimo di secondo ma che  – ahimè per americani ed inglesi – a Tokyo indossavano anche altri tre finalisti.

 

 

Giornalista

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