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Calciomercato

Alla fine Milik troverà una collocazione, ma a Napoli ogni spazio gli è ormai precluso

I due infortuni hanno negato oltre due anni di attività ad Arek Milik che è stato sempre giustificato dai tifosi

Da un paio di mesi Arek Milik ha legittimato il pollice verso di condanna di tutti i tifosi partenopei dopo aver mostrato e dimostrato di voler andar via. Al nemico che fugge ponti d’oro, e va bene. E nessuno si è scarmigliato più di tanto che la squadra prescelta fosse la Juventus: purchè se ne vada. Anche i  sostenitori si erano arresi di fronte ai gol non segnati ma ancor più di fronte all’ignavia a cui questo bomber si era consegnato.

Il 2 agosto del  2016 arrivò a Napoli con una valigia piena di belle speranze ma già l’8 ottobre, il primo grave incidente ne fermò la consacrazione; poi neanche il tempo di riprendere che il 23 settembre del 2017 si ripete lo scoramento per un nuovo grave incidente all’altro ginocchio: ma né la società, né i tifosi lo hanno mai fatto sentire solo così che il rientro è stato sempre su misura delle sue condizioni fisiche e psichiche piuttosto che per le esigenze della squadra. I numeri gli hanno dato anche ragione  gol fatti-minuti giocati, ma nessun cronometro ha registrato gol non fatti-minuti giocati. E tuttavia, questo popolo di tifosi partenopei ha sempre tenuto in debito conto che magari la paura di nuovi incidenti limitasse lo slancio agonistico sì che la testa decideva di colpire la palla e la gamba tardava a farlo.

Dalla parte della società poi, Chiavelli e De Laurentiis, nel chiuso di una stanza avranno pure attivato una calcolatrice per capire quanto diamine era costato un giocatore che era stato acquistato per 32 milioni più uno di bonus ma dopo oltre due anni non aveva prodotto granchè pur con un ingaggio da top player. Il suo contratto scadrà la prossima estate e dallo scorso anno gli è stato chiesto di rinnovare perché si potesse continuare o dividersi civilmente con reciproco vantaggio. E invece il polacco che ride spesso e volentieri aveva in animo di seguire le orme di Higuain: a lui era succeduto a Napoli e alla Juventus voleva succedere dopo Higuain. Non è andata come sperava ma non comprende la sua grande fortuna. Fosse arrivato alla Juventus (ma ancora ci spera e tutto può accadere) avrebbe fatto il bomber con Ronaldo? E’ evidente che l’atmosfera calda o fredda che regna in uno spogliatoio non lo tocca granchè, ma Higuain e Sarri qualcosa avrebbero dovuto rappresentare. Ora è un peso che non trova spazio nel Napoli ma neanche in altri grandi club. La stessa società Roma accetterebbe forse il suo ingresso senza far salti di gioia perché in ballo ci sono interessi di mercato, scambi, bilancio. Ma, con l’austerity che già si è insediato in lungo e in largo nel mondo-calcio, pesano tanto anche gli ingaggi da nababbi: 4.8 milioni di ingaggio con oltre due anni di cure e carezze sono per Arek Milik un tutto dovuto. Alla fine troverà una sua collocazione che se così non fosse, chi gli dice che a giugno la “squadra vincente” con 38 (?) scudetti vinti farà la fila per prenderlo?

Giornalista.

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