Seguici su
1606814839090918

In primo piano

All’80° comincia un’altra partita, l’Inter trema, Inzaghi prega e Mertens non fa 104

Per 18 minuti l’Inter è diventata piccola piccola. Ma il Napoli per 70° non ha avuto la giusta determinazione

Poteva finire in parità

E il Napoli poteva anche raddrizzarla questa partita chiave per imporre la gerarchia del campionato in corso. Ma la palla di Mario Rui non è voluta entrare; e Dries Mertens si è avventato come un affamato su un pezzo di pane con tanto impeto che gli è scappato via. Si è fermato a 103 gol e il sospetto che, se fosse entrato prima, avrebbe centrato anche il 104 sussiste eccome, con qualche rimpianto. Lorenzo Insigne sta scontando un lungo periodo  di grande forma, iniziato questa estate con l’Europeo e continuato col nuovo Napoli di Spalletti. Da qualche settimana è in ombra e non riesce ad essere la mente del Napoli. Contro l’Inter ha dettato i tempi per il gol di Zielinski per poi farsi dimenticare. Un calo fisiologico per un giocatore che è tornato dalla Nazionale con tanta stanchezza che poco è servita alla causa. Le soste per le Nazionali restano  una vera  incognita che ogni allenatore teme come ha dichiarato lo stesso Inzaghi.  La delusione per non aver approfittato del passo falso del Milan resta, ma prima o poi doveva accadere ed ora sarà decisivo l’atteggiamento mentale nel reagire.

Come è scaturita la sconfitta

Il Napoli ha iniziato la partita subendo un ritmo imposto più che scelto ma il gol ha illuso e l’Inter ha intensificato l’aggressività e la velocità scippando il possesso palla agli azzurri. Il rigore non è stato casuale ma scaturito da un lungo momento di pressione nella metà campo degli azzurri. Sull’1-1 non è stato il Napoli a reagire ma l’Inter che ha accelerato e sul finire del tempo, da corner, Perisic, angolatissimo beffa Ospina che para con il pallone già entrato.

Nel secondo tempo   è ancora l’Inter a rendersi pericolosa con Ospina a dir di no, poi al 50° l’infortunio di Osimhen che si scontra con Skriniar facendo tremare. Dopo tre minuti si rialza a fatica col volto tumefatto ma anche Spalletti ritiene trattarsi di un ematoma. Purtroppo non è così. Si riprende con Petagna, ma è ancora l’Inter  ad approfittare del disordine tattico del Napoli e da un possibile pareggio,  Correa recupera palla e in contropiede se ne va fino a servire  palla a Lautaro che incrocia il destro e fa 3-1. L’Inter fa i cambi ma il Napoli aspetta fino al 75′ quando Elmas e Mertens portano un pò di freschezza di idee e di fiducia . Il tempo di ambientarsi, un giro di palla e 4 minuti dopo un capolavoro di Ciro che vibra elettricità: raccoglie un pallone sporco, mezzo giro in un nanosecondo e parte una parabola che sembra un razzo della notte di capodanno infilandosi alle spalle di Handanovic. Inter-Napoli 3 – 2.

Terzo tempo

E comincia Inter-Napoli all’80°: l’Inter è stanca, ha paura e sono usciti Barella e Lautaro. Sant’Ambrogio pensaci tu. Così  al 91° l’incornata di Mario Rui trova una parata non terrena e al 97° Anguissa scodella per Mertens che al volo manda al patrono della città.

Poteva accadere

Fosse entrata la palla di Mario Rui o quella di Mertens, si sarebbe parlato in altro modo. Ma Eduardo diceva “ è cosa ‘e niente ….

Giornalista.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Advertisement

Da leggere

Altri in In primo piano

rfwbs-slide