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Ai collaboratori sportivi un bonus di 600 euro

Una categoria che conta oltre 500mila unità attende un riconoscimento giuridico: al momento viene riconosciuto un bonus di 600 euro

 

In questo momento di grande difficoltà e ristrettezze è emerso in tutta la sua grandezza il problema dei “collaboratori sportivi”, categoria che conta oltre 500.000 unità da sempre impegnati nella diffusione e sviluppo della pratica sportiva di base all’interno di migliaia di associazioni sportive dilettantistiche.
Queste figure che, ad oggi, non hanno una precisa collocazione giuridica ricevono, in media, semplici rimborsi spese al di sotto di 10.000 euro lordi l’anno .

Nelle ultime ore il ministro Spadafora ha ufficializzato un primo intervento, all’interno del decreto”cura Italia”a favore di questa speciale categoria(con un impegno allo stato di 50 milioni di euro). I soggetti interessati  riceveranno un bonus di 600 euro ciascuno , così come già   sta avvenendo per gli iscritti  INPS o di altre Casse previdenziali private. Ma in sostanza il provvedimento, in relazione alle somme stanziate ad oggi, potrà soddisfare non più di 83.000 collaboratori ed è riservata solo ed esclusivamente a chi non supera il tetto  dei 10.000 euro annuì.

Questa platea di lavoratori rappresenta l’80 per cento della platea nel settore degli enti di promozione sportiva. In altri settori (a partire dai collaboratori che lavorano nell’ambito dell’impiatistica) sono rappresentate due fasce: quelli che ricevono rimborsi sino a 23.000 euro e quelli che superano questo tetto. Nel primo caso (così come per quelli entro i 10.000 euro) non è previsto cumulo con altri redditi ma è prevista la tassazione nella misura del 23 per cento; nell’altra fascia , pur prevedendo la stessa aliquota fiscale del 23 per cento, vi è cumulo con altri redditi. Il ministero dello sport assicura che ci saranno altre disponibilità , però non prima del mese di maggio assicurando inoltre che non ci saranno esodati nel mondo dello sport. Allo stato i collaboratori sportivi della seconda  e terza fascia  rimarranno fuori da questo provvedimento. Necessita pertanto trovare altre misure di sostegno per questa categoria di lavoratori del mondo dello sport dilettantistico. Recentemente in occasione di un incontro tra il ministro ed i 15 enti di promozione sportiva -EPS- riconosciuti dal CONI

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