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ADL ha voglia di “fare a cazzotti”: critiche verso la FIFA e Čeferin

E’ assurdo per il patron azzurro ripartire con le nazionali, la priorità va data ai campionati

De Laurentiis nelle sue dichiarazioni non è mai banale; dopo aver ufficializzato ai microfoni di Radio Kiss Kiss l’addio di Allan– direzione Everton- il patron azzurro si è scagliato dapprima contro il sistema calcistico italiano e poi contro Aleksander Čeferin– numero uno dell’UEFA– colpevole a detta di ADL di essere stato insensibile nei confronti delle esigenze dei tifosi in un periodo delicato come questo.

“Innanzitutto bisogna sistemare la Serie C, che non ha ragione di esistere. Bisognerebbe fare una Serie B e una Serie B-2. Bisogna cercare di trasformare in semi-professionistico per limitare i costi. La Serie A invece dovrebbe diminuire le squadre e portarle a 18, diminuendo anche le cessioni. Questo faciliterebbe il sistema, il paracadute resterebbe lo stesso e nessuno si sentirebbe sminuito. Poi va riformato anche il format, non possiamo dipendere dalla UEFA, è la UEFA che deve dipendere da noi. Sembra che si faccia tutto in funzione degli altri. Quando sono arrivato 17 anni fa mi chiedevo perché non ci fermiamo mai per riflettere. Sembriamo spasmodicamente immersi in un mondo che non può permettersi. Chi ricopre i ruoli rimane indenne da ogni tipo di critica. Invece bisognerebbe dire a Ceferin che è lui al nostro servizio e non noi al suo servizio, visto che i calciatori li paghiamo noi. Convocare le nazionali il 29 agosto, fino al 10 settembre, dopo questa stagione è una stupidata, una situazione infantile. Manca il rispetto. Se dobbiamo fare a cazzotti, facciamo a cazzotti una volta per tutte. Bisogna dire a Ceferin che non è all’altezza di ricoprire quel ruolo. Qui sta cambiando tutto. Anche Gravina si trova in grande difficoltà perché rispetta i ruoli. Con tutti i casi Covid che stanno riafforando, con questa incertezza, noi dobbiamo tornare a giocare? E’ una follia. Solo perché devono partire le nazionali? Al tifoso dell’Europa League e della Champions League interessa, ma fino a un certo punto. E’ fondamentale lo scudetto, la competizione, il grande fascino della competizione da comune a comune, da regione a regione. Invece c’è qualcuno che vuole togliere i sogni ai tifosi. Ma perché?”.

Infine De Laurentiis non ha mancato di sottolineare la crescita esponenziale del marchio Napoli negli ultimi anni: “Il brand del Napoli è già forte di per sé con gli 83 milioni di tifosi nel mondo occidentale. Potremmo anche superare i 100-120 milioni con un’altra indagine in altre zone. La cultura napoletana, una cultura antichissima, può sempre dire la sua”.

Giornalista

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