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Editoriale

Addio al ventunenne Willy Monteiro Duarte, vittima di una sottocultura di massa ignorante e diffusa

Due degli assassini sono praticanti delle arti marziali miste, ma in tutto il mondo, la regola principale delle MMA è una: al di fuori del ring, la violenza è bandita

A Colleferro, vicino Roma, nella notte tra sabato e domenica Willy Duarte originario di Capoverde, è stato raggiunto dal un branco di esseri disumani e picchiato selvaggiamente, fino alla morte. Barbaramente “punito” solo perché reo di aver tentato di difendere un amico. Cinque i colpevoli, adesso in arresto con l’accusa omicidio preterintenzionale in concorso, ma gli inquirenti starebbero anche valutando l’aggravante del razzismo.

Esseri disumani per i quali è stato semplice, in branco, infierire contro uno.  Cinque culturisti  – alcuni praticanti  anche dell’MMA, il Mixed Martial Arts che unisce wrestling, jujitsu, lotta e boxe – contro un giovane calciatore. Ed è stato altrettanto semplice risalire subito dopo in Suv e andare via. E postare a cuor leggero, successivamente su Facebook, un banale video con le scimmiette.

Siamo intervenuti a rissa già in corso per fare da pacieri. Ma il ragazzo non lo abbiamo mai toccato“. Avrebbero dichiarato al GIP gli accusati. Quasi quattro ore di interrogatorio nel carcere romano di Rebibbia, dove sono attualmente detenuti, per negare ogni addebito. Ma resta il fatto che un ragazzino esile e mansueto è stato aggredito per futili motivi dal branco. Belve, che adesso si scoprono con una reputazione consolidata di violenti, provocatori e spavaldi, consumatori abituali di cocaina e picchiatori. “Con le mani come se non ci fosse un domani“, scrivevano infatti su Facebook. Marco Bianchi, esperto di arti marziali, noto come “El Maldito” e suo fratello Gabriele da anni terrorizzavano, infatti, la zona con risse e violenze di ogni tipo.

“Willy Monteiro Duarte sognava di poter indossare un giorno la maglia della sua amata AS Roma. Questo sogno è stato spezzato la notte scorsa, nel modo più tragico e brutale possibile. I nostri pensieri vanno alla famiglia e agli amici di Willy. Riposa in pace, Romanista” ha scritto in un post su Instagram la società di calcio giallorossa. Il ventenne italo-capoverdiano, infatti, promessa della locale squadra di calcio di Paliano, era uno studente dell’Istituto Alberghiero di Fiuggi, lavorava come cameriere in un ristorante della zona e tifava Roma.

 

 

Giornalista

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